mercoledì 9 dicembre 2009

Milano: Convegno sulla Sicurezza


Convegno SICUREZZA A MILANO pensieri, azioni e strategie
Evento organizzato dal Gruppo Consiliare PdL della Provincia di Milano
Data evento: 16/12/2009 alle ore 21:00
Presso il seguente indirizzo:Indirizzo: Corso Monforte 35Città: Milano
Per contatti:02/77402328pdl@provincia.milano.it

Tesseramento PDL a Milano



Consegna della tessera PdL n° 1 al Presidente Silvio Berlusconi


Domenica 13 dicembre 2009 alle ore 17.30, alle spalle del Duomo di Milano, si terrà la cerimonia di consegna della tessera n° 1 del Popolo della Libertà al Presidente Silvio Berlusconi.


Vi segnaliamo inoltre anche i seguenti appuntamenti:-


“Porte aperte al PdL”: venerdì 11 dicembre 2009 dalle ore 17.30 alle ore 21.00, presso la sede di viale Monza 137, i cittadini potranno incontrare gli esponenti politici delle Istituzioni milanesi ed effettuare l’iscrizione;-


“Giornate del tesseramento”: sabato 12 e domenica 13 dicembre 2009 dalle ore 10.00 alle ore 18.00 saranno presenti sul territorio di Milano i gazebo (elenco in allegato) presso i quali sarà possibile iscriversi al PdL.


Cordiali saluti,


On. Luigi Casero – Coordinatore Città di Milano

Marco Osnato – Vicecoordinatore Vicario Coordinamento Città di Milano

Milano: Convegno di Geopolitica


Noi riteniamo che gli attacchi al nostro Presidente Berlusconi siano sostenuti, se non ispirati, da centri di poteri di oltre frontiera. Nel corso del convegno parleremo di come la caduta del muro di Berlino e la crisi finanziaria del mondialismo stiano modificando radicalmente gli equilibri di potere stabiliti nel 1945 a Yalta.

Luciano Buonocore
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Dario Vermi al Piccolo Teatro di Milano



DARIO VERMI, ex vice-Presidente della Provincia di Milano e promotore di DESTRAFUTURO, è stato nominato membro del Consiglio di Amministrazione del PICCOLO TEATRO di Milano, dal Presidente della Provincia, On. Guido Podestà.

All'amico Dario, milanese doc ed uomo di profonda cultura, facciamo i nostri complimenti ed auguri!


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Importante Convegno storico-culturale a Milano



Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'invito del

Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca:


TESTIMONI DELLA STORIA – EUROPA 2000

Eroismo, storia e letteratura
EUGENIO CORTI: UN GRANDE SCRITTORE LOMBARDO
Dalla Campagna di Russia ai giorni nostri


GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009 – Sala Conferenze di PALAZZO REALE - MILANO

MATTINA (ore 10 – 12,30)

- Stefano Di Martino, vicepresidente del Consiglio Comunale di Milano e presidente del Convegno: introduzione e direzione lavori
- Luciano Garibaldi, direttore de I TESTIMONI DELLA STORIA e coordinatore del Convegno: introduzione sui «Testimoni della Storia» e breve descrizione del programma della giornata
- Eugenio Corti: proiezione del filmato con il suo saluto e le sue risposte alle domande dell’intervistatore
- Michele Mardegan, consigliere comunale PDL: «Perché chiesi e ottenni l’Ambrogino d’Oro per Eugenio Corti»
- Paola Scaglione: «Perché decisi di scrivere un libro su Eugenio Corti»
- Francesco Righetti, presidente dell’ACIEC: «L’attività e gli scopi dell’Associazione Culturale Internazionale “Eugenio Corti”»
- Rossana Mondoni, insegnante di Lettere e vicedirettore de I TESTIMONI DELLA STORIA:«Il livello letterario dell’opera di Eugenio Corti»
- Nelson Cenci, delegato dell’Associazione Alpini di Milano: «Il sacrificio degli Alpini lombardi in Russia»

POMERIGGIO (ore 15 – 18)

- Sergio Pivetta, autore di “Una guerra da signori”: «Storia del CSIR e dell’ARMIR»
- Giancarlo Cioffi, presidente della sezione di Milano “Savoia Cavalleria” dell’A.N.A.C.: «La cavalleria nella Campagna di Russia nel ricordo di un testimone»
- Luciano Garibaldi: «La ritirata del Don»
- Ugo Finetti, scrittore e storico:«Memoria e oblio del comunismo in Italia a 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino».
- Krzysztof Strzalka, Console generale di Polonia a Milano, scrittore e storico: «La tragedia di Katyn è più che mai attuale»
- Renzo Martinelli, regista: «Da Katyn a Porzus»
- Alberto Leoni, scrittore e storico: «Le Medaglie d’Oro italiane e in particolare lombarde sul fronte russo»
- Cesare Cavalleri, direttore dell’ARES: «Come fu che scoprii il grande talento letterario di Eugenio Corti. Breve storia dei suoi libri».

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Un convegno, di una giornata, in onore di Eugenio Corti

MILANO. Eugenio Corti, l’autore de «Il cavallo rosso» e di altri celebri romanzi, è uno degli scrittori lombardi più amati nel mondo. In suo onore si terrà, giovedì 10 dicembre, a Palazzo Reale, una giornata di studi volta a spiegare le ragioni del successo di questo grande autore brianzolo ottantottenne e, al tempo stesso, a rievocare il sacrificio di migliaia di combattenti lombardi durante la Seconda Guerra Mondiale. Nella circostanza, scrittori, letterati e storici sono stati mobilitati dall’Associazione «Testimoni della Storia», facente parte del Centro Ricerche, Studi e Iniziative «Europa 2000», che, con il patrocinio e la collaborazione della presidenza del Consiglio Comunale di Milano, ha organizzato l’evento che avrà per titolo: «Eroismo, storia e letteratura. EUGENIO CORTI: UN GRANDE SCRITTORE LOMBARDO. Dalla Campagna di Russia ai giorni nostri».

Prenderanno parte ai lavori – presieduti e diretti da Stefano Di Martino, vicepresidente del Consiglio Comunale di Milano - scrittrici e docenti come Paola Scaglione, biografa di Corti, e Rossana Mondoni, insegnante e scrittrice; storici come Ugo Finetti, Alberto Leoni, Luciano Garibaldi; testimoni della storia come Nelson Cenci, Sergio Pivetta e Giancarlo Cioffi, ex combattenti ed esponenti di Associazioni d’Arma (Alpini e Cavalleria); personalità della cultura come Krzysztof Strzalka, console generale di Polonia a Milano, scrittore e storico, Renzo Martinelli, regista, Francesco Righetti, presidente dell’Associazione culturale internazionale «Eugenio Corti», Cesare Cavalleri, direttore di «Studi Cattolici» e della Casa editrice ARES che nel 1983 pubblicò per la prima volta «Il cavallo rosso», giunto oggi alla 24.a edizione e tradotto in otto lingue, tra cui il giapponese. Un libro che rappresenta uno dei più clamorosi eventi letterari del secolo appena trascorso, con varie riduzioni per le scuole (Mursia e Mondadori): una emozionante cavalcata nella storia dal 1940 agli Anni Settanta, con epicentro in Lombardia, Russia e Germania. Non è certo l’unico libro, anche se sicuramente il più «sofferto» (Corti impiegò undici anni a scriverlo), del grande scrittore brianzolo del quale non si possono non citare romanzi come «Catone l’Antico» e saggi storici come «Processo e morte di Stalin», «I più non ritornano» o «Gli ultimi soldati del Re». Ma – ai fini del convegno del 10 dicembre – è sicuramente il valido punto di partenza che consentirà ai relatori-storici di rievocare le vicende del CSIR e dell’ARMIR, il sacrificio degli Alpini lombardi in Russia, la carica di Isbucenski, la tragica ritirata del Don, la tragedia dei prigionieri italiani in URSS assassinati nei Gulag.

giovedì 3 dicembre 2009

Più DESTRA nel PDL.

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Il Comitato Destra per Milano e la Libera Associazione Fare Occidente hanno deciso di collaborare per rafforzare la presenza, politica e culturale, della destra italiana all'interno del Popolo della Libertà, partendo da Milano e dalle prossime importanti elezioni regionali. Nella foto: Roberto Jonghi Lavarini con l'amico On. Romano La Russa, Assessore della Regione Lombardia (alla Industria, Piccola-Media Impresa e Cooperazione) e Coordinatore Provinciale del Popolo della Libertà di Milano. Romano La Russa si è detto assolutamente disponibile ad incontrare ed a collaborare anche con i promotori di DESTRAFUTURO.



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martedì 1 dicembre 2009

Provocazione culturale di Marcello Veneziani

domenica 29 novembre 2009

Provocazione politica e culturale di Marcello Veneziani

Dieci domande al gemello intellettuale di Fini

(provocazione culturale di Marcello Veneziani)

IL GIORNALE domenica, 22 novembre 2009

Il mistero di Gianfranco Fini è stato finalmente svelato. Tutti si chiedevano cosa gli fosse successo, perché avesse cambiato così radicalmente opinione; ma nessuno era in grado di spiegare il perché. Ora la spiegazione è arrivata dal libro “Il futuro della libertà” che è in libreria a firma Gianfranco Fini. Leggendo questo libro ci siamo accorti della verità. L’ex leader del Msi e di An ha un gemello omozigote che ha vissuto congelato fin dalla nascita in una cella frigorifera piena di libri. È stato condannato a leggere e studiare fino a diventare un intellettuale, a differenza del fratello parlante.Questo gemello surgelato, che chiameremo Gianfranco Findus, ha trascorso la sua vita glaciale tra i libri; suo fratello il politico era condannato (…) agli orali, perché parlava nelle piazze, nei parlamenti e nelle sezioni; lui, invece, era condannato agli scritti, perché era costretto a leggere e scrivere e nient’altro. Ora è uscito finalmente allo scoperto pubblicando a firma del gemello politico il libro in questione. Nessuno degli entusiasti recensori e sviolinatori ha avuto il coraggio di dirlo, masi capisce lontano un miglio che l’opera andata in libreria non è stata scritta dal presidente della Camera ma dal fratello nella camera ibernata, l’intellettuale congelato. Lo sveliamo per tutelare la sua fama di politico e non consentire a nessuno di insultarlo come intellettuale o di sostenere che scriva libri «indipendenti dal suo pensiero», per usare una sua stessa espressione rivolta ironicamente verso il direttore di questo Giornale. Preferiamo dire la verità per evitare facili ironie sulla sua inaspettata cultura che finora era riuscito così bene a mascherare; e per prevenire insinuazioni su corsi universitari per corrispondenza o su lauree filosofiche prese al Cepu.Nel libro del fratello surgelato e colto, autori che Fini il politico non ha mai citato, letto e conosciuto, vengono sciorinati con familiarità in un linguaggio che non è assolutamentequello usato dal presidente della Camera, dai tempi del Fronte della gioventù a oggi. Ci sono riflessioni filosofiche e teologiche, sottili considerazioni sul nichilismo e sulla sociologiatedesca, letture per addetti ai lavori, e una gragnuola inverosimile di citazioni, come non figurano nemmeno nei libri degli accademici più enciclopedici. E per modestia o per non caricare il povero fratello politico di oneri insostenibili, il professor Findus non ha pubblicato la bibliografia in fondo e nemmeno l’indice dei nomi. Al povero Bondi che chiedeva a Fini come mai non ha mai citato nel suo libro Berlusconi e non si è mai riferito al suo passato missino, la risposta è semplice: perché questo libro lo ha scritto suo fratello il professore che non conosceva né l’uno né l’altro vivendo nella cella frigorifera. Non c’è neanche un politico citato nel testo, ma solo filosofi, teologi, storici, sociologi, preferibilmente di sinistra, se non comunisti (Hobsbawm, Cassano, Schiavone, Caracciolo, Viesti, Galimberti, Ginsborg e lo stesso Marx). Ammazza come risalta la diversità da suo fratello, quanti riferimenti, allusioni anche velate ad altre opere, rimandi, citazioni implicite. A chi insiste nell’attribuire a Fini la responsabilità di questo libretto intellettuale a scopo pedagogico, propongo un test scagionatorio. Rivolgo le fatidiche dieci domande a Fini desunte dal libro a sua firma:1) Ci spiega la teoria della crescita in Joseph Stiglitz da lei citata a p. 154?2) Ci chiarisce se il suo riferimento alla libertà di o alla libertà da, discenda da Isaiah Berlin, da Friedrich von Hayeko da Ralf Dahrendorf (p. 151-3)?3) Cosa l’ha più colpita del testo filosofico Vita activa di Hannah Arendt, così copiosamente citato (130 e passim)?4) Pensa di poter applicare il concetto di società liquida di Zygmunt Bauman da lei citato a p. 125, anche alle società del familismo amorale descritto da Edward Banfield, da lei citato a p. 79?5) Quando cita Alain Besançon definendo il comunismo e il nazismo gemelli eterozigoti (p. 47), allude anche all’eterotelia espressa da Jules Monnerot?6) Perché preferisce il Nietzsche di Karl Löwith (p. 59) al Nietzsche di Martin Heidegger?7) Complimenti per i testi filosofici sul razzismo (Gobineau, Rosenberg, Hitler) ma perché cita a tale proposito pure il Mito di Arminio (p. 56-7)?8) Ama citare Christopher Lasch (p. 68 e passim): è alla sua Cultura del narcisismo che si ispira il suo capitolo dedicato appunto a Narciso?9) Ci spiega cosa ha voluto dire quando, dopo aver citato Karl Popper e Federico Moccia, invita i giovani a non rifugiarsi «in quella stratosfera di sogni» (p. 124); e da dove le è venuta quella metafora svolazzante sull’«l’Italia-farfalla che dovrà presto librarsi nell’aria» (p. 104)?10) Quali sono infine i testi di Peter Hahne (p. 75), di Maurice Duverger (144), Ernst Renan (131), Thomas Mann (57) e Arthur Koestler, le opere di Fourier, Owene Saint-Simon (53), diRoger Scruton (50), Robert Conquest (49) Ulrich Beck, (20) e Pierre Teilhard de Chardin (10) citate nel suo libro? E Lazar, e Furet e Glucksmann, e Stuart Mill e Weber… e mi fermo qui per non spaventare il lettore.Naturalmente chiedo di rispondermi in diretta, senza usare l’aiuto del pubblico da casa e del suo addetto stampa Aldo Di Lello, colto giornalista culturale che conosce quei testi. Sono certo che non risponderà e questo lo discolperà dall’infamia di essere un intellettuale. Fini è portatore sano del suo testo, potrà abiurarlo più facilmente di ogni altra abiura finora effettuata.Ma finite le domande a Fini chiedo alla stampa italiana che ha recensito ammirata il libro del professor Findus: ma per voi non conta niente la verità, l’autenticità, il pensiero, l’autore? Per carità, i ghost writer ci sono sempre stati, famoso tra tanti il saggio su Proudhon di Craxi scritto da Luciano Pellicani; ma qui siamo alla sostituzione di persona, il gemello professor Findus al posto di Fini il politico. Ad ambedue rivolgo l’invito a vedere il film Sotto falso nome e a rileggere Il doppio di Otto Rank. Mi auguro solo una cosa: ora che il professor Findus è stato sbrinato, non vorrei che Fini andasse al suo posto nella cella frigorifero. Nascere dalla fiamma e finire in ghiacciaia sarebbe troppo.

Marcello Veneziani (da “Il Giornale” - 21 novembre 2009)