lunedì 15 marzo 2010

Il viola tende al rosso.

E’ sempre bello vedere la gente dimostrare, pacificamente, nelle piazze.


Manifestare liberamente e pacificamente le proprie opinioni politiche, anche e soprattutto in dissenso con il partito o i partiti al governo, è la piu’ alta manifestazione della libertà di cui ogni nazione democratica deve essere fiera.


Tuttavia, questa manifestazione del popolo Viola, fa pensare.


Ufficialmente, almeno la prima volta, il movimento Viola voleva-doveva essere apartitico: un movimento nato dalla rete, il cui unico scopo era protestare contro il governo e il partito al potere.


Sarebbe opportuno ricordare che per portare in piazza 50000, 100000, 1000000 di persone; o semplicemente 4 gatti serve coordinamento, serve logistica, serve una visione di insieme.


Servono strumenti per la propaganda, bandiere, mezzi di trasporto, in poche parole servono SOLDI.


Tanti soldi, perche’ la gente, per portarla in piazza, la devi convincere; per quanto sia bello pensare che con un paio di gruppi di discussione sui classici social network si possono muovere folle immani la realtà e’ un altra.


Se qualcuno ti paga il biglietto dell’autobus o del treno, ti regala una bandiera ( che anche se prodotta in Cina, 10 centesimi sarà pur costata), ti organizza per la strada, dicendoti cosa gridare.


Se qualcuno crea un palco con luci, impianti di amplificazione, se qualcuno chiama, invita cantanti ( che ovviamente parteciperanno gratuitamente alla manifestazione per la CAUSA), se qualcuno fa tutte queste cose, viene da domandarsi DOVE LI PRENDE I SOLDI.


Allora, dovremmo far presente ai giornalisti, che intervistano i maggiori rappresentanti del movimento, che le bandiere che sventolano alle spalle degli intervistati, inquadrate con mal celata attenzione dalle telecamere, non son poi tutte cosi’ Viola.


C’è un intero arcobaleno di bandiere: la miglior sfilata di gonfaloni, bandiere e stendardi di tutti i partiti da far invidia, per fogge e colori, al palio di Siena.


Allora diciamolo apertamente, questo popolo Viola costa, chi lo sta pagando?


Enrico Verga

lunedì 8 marzo 2010

Grande successo politico per il primo incontro pubblico di DESTRAFUTURO a Milano






Grande successo politico e di presenze al il primo incontro pubblico organizzato dal Movimento Destrafuturo, lo scorso sabato sera a Cusago, Milano. Alla cena sociale hanno partecipato oltre 150 militanti e dirigenti locali di Milano e provincia, entusiasti della nostra iniziativa politica che vuole ridare voce, fiducia, continuità e speranza alla destra italiana.
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Presenti i fondatori di Destrafuturo: il Portavoce Carlo Brignolo Gorla, il Coordinatore Michele Puccinelli, il mitico Comandante Antonio De Simone (che con meticolosità militare di Ufficiale dei Carabinieri in congedo e con il suo naturale carisma, è stato il vero artefice della buona riuscita di questo evento), Roberto Jonghi Lavarini, Flavio Nucci ed un "ringiovanito" Dario Vermi.
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Nel corso della serata sono intervenuti i massimi esponenti del Popolo della Libertà: l'On. Massimo Corsaro (Deputato e vice-Coordinatore del PDL in Lombardia), l'On. Romano La Russa (Assessore Regionale e Segretario Provinciale del PDL), Marco Osnato (Consigliere Comunale e Segretario Cittadino del PDL), l'On. Carlo Fidanza (Eurodeputato e Consigliere Comunale), Giovanni De Nicola (Assessore Provinciale).
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Presente in sala un pubblico qualificato ed interessato, per la maggior parte proveniente da Alleanza Nazionale ed ancor prima dal glorioso Movimento Sociale Italiano, fermamente deciso a fare Politica e Cultura, di destra, all'interno del PDL. Fra le tante facce note ricordiamo: la Contessa Elena Manzoni di Chiosca, il Generale Ettore Poggi Pollini (anche in rappresentanza dei Circoli del Buon Governo del Sen. Marcello Dell'Utri), Giovanni Grigillo (Presidente della patriottica Associazione Giuliano Dalmata) e Francesco Marotta (in rappresentanza del Comitato Destra per Milano).
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venerdì 5 marzo 2010


La politica dei contenuti e quella della comunicazione




L’Italia è sempre più la Repubblica fondata sui Realities…..il Grande Fratello, l’Isola dei Famosi (e non famosi)…..L’elezioni, ora in onda le Regionali 2010, cui manca solo un televoto. Oddio, se si pensasse ad informatizzare la procedura non sarebbe poi male, nel 2010: Gran risparmio di quattrini, tempo ecc ecc. Ma al Governo, chi si occupa di innovazione? Brunetta! Bene, facciamogli fare il sindaco a Venezia.


Ma non è di ciò che voglio ragionare. Ragioniamo di Politia e di Realities.


Politica: L’Arte di governare le società. E quindi dovrebbe essere tutto un dibattere su quale forma di governo, quali iniziative, quali provvedimenti. Con il voto gli elettori individuano i grandi obiettivi, ovviamente; per poi vedere se gli addetti ai lavori con le leggi emanate (e anche abrogate, perché politica significa anche “pulire”) detti obiettivi li raggiungono. Quindi dovremmo sentire i candidati che ci parlano di crisi e come pensano di aiutarci a superarla; d’inquinamento e come pensano di gestirlo; di mobilità e come pensano di migliorarla. Nello specifico di cosa vul dire “in pratica” federalismo. Insomma, il bilancio dell’amministrazione precedente e le strategie per la successiva.


Si tratterebbe di affrontare i contenuti ma la domanda è: Sono in grado i politici di parlare dei contenuti. Ovviamente si. Potrebbe esistere una classe dirigente di persone preparate, tecnicamente competenti ed ingrado di provvedere. Ma….Eh, ma ci hanno inculcato che politica è:” L’Arte di comunicare” . Ecco quindi il fiorire di talk-shows “politicizzati” i cui partecipanti devon far ascolto, gli ospiti devono garantire share, gli stessi giornalisti, politicizzati, devono fare ascolto…e il popolo…..televota. Nel senso etimologico del termine, cioè: Vota quello che in televisione compare di più o fa più audience. Solo perché interrompe gli altri con una certa continuità, insulta il prossimo, sbeffeggia l’avversario.


Utilizziamo il ridicolo black out della RAI per fermarci, per riflettere sui contenuti. Magari dopo aver visto un bel film, letto un libro, ascoltato musica. Sempre di Arti si tratta.


Carlo Brignolo Gorla

giovedì 4 marzo 2010

Comitato PDL per le ELEZIONI PRIMARIE

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Nasce su Facebook, per iniziativa di Fabrizio Hennig (già Dirigente di Forza Italia e Presidente di Zona 9 a Milano), il Comitato per le ELEZIONI PRIMARIE nel PDL in LOMBARDIA

http://www.facebook.com/note.php?saved&&suggest&note_id=338469383092#!/group.php?gid=353797701104&ref=mf

Al PDL serve subito una migliore organizzazione, un più forte radicamento sul territorio, una reale partecipazione popolare, più trasparenza nella gestione del partito, un rinnovamento generazionale, una reale meritocrazia che selezioni candidati seri e credibili ed una classe dirigente competente ed affidabile che non viva di politica come mestiere ma per la Politica come passione ed impegno sociale.

E' inoltre assolutamente necessario evitare che, nel PDL (in Comune, Provincia e Regione), si consolidi quella che è una vera e propria casta di pochi privilegiati, mestieranti della politica che si spartiscono il potere, ricoprendo contemporaneamente (senza averne tempo e spesso nemmeno meriti e capacità) due, tre, quattro e più remunerati incarichi politici, elettivi, istituzionali, amministrativi, consulenze e prebende, in enti controllati e società partecipate. Questa vergognosa prassi partitocratica è come un tappo che blocca la crescita di una nuova classe dirigente responsabile e che, quindi, impedisce una più esteso e profondo radicamento del Popolo della Libertà nella società e sul territorio. Nel PDL ci sono tantissime energie positive, talenti inespressi, professionalità inutilizzate ed a tutti deve essere dato il giusto spazio, secondo capacità, meriti e competenze: il cumolo delle cariche deve essere vietato ed impedito!

Roberto Jonghi Lavarini
(fra i promotori della iniziativa insieme ad una decina di dirigenti locali del PDL milanese)

Aderite anche Voi alla iniziativa, diamo forza al Popolo della Libertà:

http://www.facebook.com/note.php?saved&&suggest&note_id=338469383092#!/group.php?gid=353797701104&ref=mf

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Caos Liste PDL: la democrazia degli imbecilli

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La magistratura ci prova, la sinistra ci spera ma la colpa è di una classe dirigente di imbecilli, faciloni e sprovveduti. La burocrazia non può bloccare la democrazia: il Popolo della Libertà, primo partito italiano, deve potere, comunque, partecipare alle elezioni regionali, anche in Lombardia ed a Roma. Ma nel PDL è necessario ed urgente fare "ordine e pulizia": cacciare incapaci e parassiti, rinnovare la classe dirigente, riorganizzare il partito, selezionare meglio i candidati.

Sicuramente vi è una chiara responsabilità politica del Coordinatore Regionale, l'Onorevole GUIDO PODESTA' (troppo impegnato, come Presidente della Provincia di Milano, per coordinare bene anche il partito!) e del Responsabile Elettorale Regionale, l'Assessore STEFANO MAULLU (da mesi troppo impegnato per la sua rielezione), ma il primo è praticamente dimissionario ed il secondo è stato, da tempo, "congelato" proprio perchè ricandidato in Regione. Il primo responsabile di questa disastrosa presentazione della lista ha uno nome, un cognome, un volto ed un preciso incarico: è il Responsabile Organizzativo, DORIANO RIPARBELLI, colui che ha coordinato, dalla sede milanese di Viale Monza, il lavoro di raccolta e di verifica di tutte le fermi e di tutta la relativa la documentazione necessaria. Ricordiamo anche che DONATO RIPARBELLI, da sempre vicinissimo a Podestà', per questo delicato incarico, aveva persino ottenuto il terzo posto nel listino bloccato del Presidente Formigoni.

Queste sono le prime tre teste che il Popolo della Libertà chiede direttamente a Silvio Berlusconi! Noi parliamo chiaro, non abbiamo nulla da perdere, facciamo Politica per passione ed impegno sociale. Ora pensiamo a fare riammettere la candidatura di Formigoni e delle liste collegate ed a vincere, nonostante tutto, le elezioni regionali ma, dopo, faremo i conti seriamente!

DESTRA PER MILANO - LiberaMente nel PDL

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mercoledì 3 marzo 2010

Al fondo del barile


Non solo una porchetta può impedire la presentazione delle liste elettorali, e un po’ ci godiamo però, perchè chi di noi non s’è sentito dire…” manca il timbro, ritorni”; oppure…”ormai siamo chiusi, torni “ …storie di ordinaria “normalità” presso le ASL, uffici pubblici, INPS, ecc ecc. Ma al fondo del barile è anche la RAI, che decide di oscurare il video. Per un regolamento bislacco messo a punto dal solito “radicale libero”.


E così succede che l’Italia può sembrare altrettanto bislacca ma a ben vedere, una volta che s’è smesso di ridere o piangere secondo l’umore della giornata, c’è secondo me una spiegazione: L’ignoranza. Che è la condizione dell'ignorante, cioè chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto, ovvero manca di una conoscenza sufficiente di una o più branche del sapere. Può altresì indicare lo scostamento tra la realtà ed una percezione errata della stessa.


E mai aggettivo fu più idoneo, e non offensivo, nel definire la politica o, meglio, i politici di oggidì.


I’ignorante CDA della RAI, rifiuta persino di applicarsi (che li paghiamo a fare?) per applicare un regolamento. I vari “factotum” dei politici, spesso volutamente ignoranti, si buttano sulla prima porchetta che vedono ma non è colpa loro perché di solito è questo che fanno: Vanno a prender le sigarette, i panini, il caffè e ai più meritevoli l’orgasmo di guidare un’auto blu nelle ZTL….Sic transeat mundum, verrebbe da dire ma, per dirla con il mantovano Sommo suonerebbe: “Caron, non ti crucciare: Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare ”.


Ma se è vero che anche i giudici devono pagare (in danaro) per i loro errori…..i politici? Ahh si vabbeh….loro basta non votarli….ma forse nemmeno più quello….


Ammazza che porcate….ops scusate: Porchette!


Carlo Brignolo Gorla

Partecipazione - Trasparenza - Meritocrazia