lunedì 5 aprile 2010

DESTRAFUTURO IL 21 MARZO A ROMA




Da Milano siamo partiti in pullman, lungo il tragitto abbiamo trovato altri pullman di tutte le città d’Italia. Il corteo pacifico ha sfilato per le vie di Roma con un “serpente” di 5 km fino a San Giovanni; con allegria, senza procvocare nessuno. Poi una folla immensa s’è ritrovata nella piazza dove, verso le 17.30, Berlusconi ha tenuto banco per circa 75 minuti; presentando i candidati. Ore 18.35 si concludeva il tutto e tutti rientravano verso i pullman per far ritorno a casa.
Ermes Sperati, Capodelegazione Destrafuturo alla
manifestazione Piazza S. Giovanni. Roma.

venerdì 2 aprile 2010

Intervista con il Cav. A. De Simone, co-fondatore Destrafuturo


Domanda: Dopo la presentazione ufficiale di Destrafuturo, con la cena del 6 Marzo, quali riscontri dai politici?


Risposta: Già la presenza di Massimo Corsaro (vice coordinatore regionale PDL) e Carlo Fidanza (Parlamentare Europeo) indica che il progetto Destrafuturo era conosciuto ed è incoraggiato dalle più alte personalità del PDL. I riscontri politici successivi sono stati entusiasmanti soprattutto a livello di persone comuni, elettori. Sono quest'ultimi i nostri referenti. Vogliamo riavvicinare il popolo, di destra, alla politica attiva.
  • Qual'è stata la linea di Destrafuturo per le Regionali?
Abbiamo preferito tenere un profilo basso, non esponendoci apertamente a favore di alcuna candidatura.Non siamo noi a dover inseguire. Vogliamo vedere, tra i politici del PDL, chi ci seguirà. Ovviamente l'amico Romano La Russa (già assessore all'industria nella precedente legislatura regionale) ha voluto "debuttare" in campagna elettorale alla nostra cena di primavera. Ne siamo stati felici perchè Romano La Russa è l'unico "ex AN" eletto con più di 9.000 preferenze. Certamente abbiamo contribuito.

  • Un commento dopo elezioni?
Coma ha detto Carlo Fidanza sul Corriere della Sera recentemente, all'interno del PDL manca chi porta avanti i valori della Destra. Noi lo avevamo già capito a Settembre 2009. Io e gli altri "senior" di Destrafuturo, mi riferisco a Michele Puccinelli, Dario Vermi e Flavio Nucci, dovremo lavorare per far crescere Destrafuturo all'interno del PDL. Ai nostri giovani e agli amici che vorranno aggregarsi chiederemo di andar a riprendere l'elettorato di destra, disperso nella Lega.
  • Quali sono ora i programmi e i prossimi appuntamenti di Destrafuturo?
Dopo Pasqua si riunirà il direttivo. Le idee sono molte, il morale alto e la voglia di fare non manca: E' quella dei "vecchi tempi". Presto pubblicheremo sul blog, e divulgheremo, le iniziative e gli appuntamenti.
  • Tra un anno si voterà per il Comune di Milano; Moratti o un volto nuovo?
Il Sindaco Moratti ci pare ormai abbia fatto. Più di così non può dare. Le rendiamo merito ma per il futuro vediamo un personaggio più energico, brillante, capace di far tornare Milano simbolo del rinnovamento culturale, politico ed economico. Dovessi indicare uno slogan: "La Lombardia e Milano, di nuovo locomotiva d'Italia".


Intervista del portavoce, Carlo Brignolo Gorla al Cav. A De Simone, co-fondatore Destrafuturo.

giovedì 1 aprile 2010

“DESTRAFUTURO” e il primo dopo-elezioni milanese e lombardo del “Popolo della Libertà”

Cari Amici,


circa dieci mesi fa ci siamo ritrovati e riuniti consapevoli e - oggi possiamo, anzi, dobbiamo dirlo –


facili profeti di un disagio riferibile al fatto che, con tutta evidenza, all’interno del neonato Popolo della Libertà si andava scolorando – sino a dissolversi – la tradizione, i valori, il retaggio della Destra politica italiana così come era andata evolvendosi dal crescere e costituirsi dell’Italia come Nazione finalmente unita.



La fondazione del nuovo soggetto politico scontava, fatalmente, l’accelerazione imposta dal ‘discorso del predellino’ in una piazza milanese per tutti noi così carica di significati.



Lasciava, tuttavia, anche pericolosamente irrisolti e senza risposte problemi ed interrogativi che avrebbe dovuto essere i reali argomenti ed ineludibili soggetti di un troppe volte rimandato Congresso di Alleanza Nazionale, volto necessariamente a definire e declinare le identità di una Destra degli Anni 2000.


Pensare che i nodi irrisolti in A.N. e da A.N. potessero trovare risoluzione nel contenitore più ampio del nuovo partito nel quale – da tempo – si erano ritrovate componenti e protagonisti che si riconoscevano nella tradizione vuoi democratico cristiana, vuoi socialista, vuoi liberale e libertaria era certamente non realistico prima che impossibile.


L’assicurazione – che abbiamo fatta nostra e cui non intendiamo, oggi più che mai, rinunciare – dataci da Ignazio La Russa secondo la quale “Porteremo nel nuovo Partito politico che andiamo a fondare tutti i nostri valori, nessuno escluso” resta quindi il viatico per tutti gli uomini che nel P.d.L. vogliono continuare a lavorare e costruire da Destra il futuro degli Italiani.


I risultati che segnano il rinnovo del Consiglio Regionale della Lombardia scontano certamente, facendoceli pagare a caro prezzo, situazioni penose e vergognose che hanno visto “brillare” per inadeguatezza umana, comportamentale, morale e politica nostri ex rappresentanti in Regione, in Comune, in Parlamento e, per derivazione familista, in Provincia e forse oltre.


Pensare – come di certo hanno fatto molti nostri elettori – che la risposta possa essere, a seconda dell’irritazione e delle sensibilità – l’astensione piuttosto che il voto alla Lega o la preferenza a candidati di area ‘diversa’ all’interno del P.d.L. è probabilmente un errore politico ma resta un comportamento umanamente più che comprensibile.


Pensare altresì – come sembra fare nel suo commento il nostro Comandante De Simone – che tutto possa risolversi chiedendo le dimissioni o l’allontanamento del Presidente Fini, è certamente riduttivo e pericolosamente, in termini politici, elusivo.


Il risultato – in termini matematici di preferenze e di eletti – sconfortante, per usare un termine volutamente non adeguato.


Non adeguato – soprattutto – rispetto ai valori che abbiamo saputo esprimere per decenni – nelle rappresentanze parlamentari e negli Enti Locali ma - anche - a tutti i livelli di rappresentanza e militanza politica nel Partito.


La risposta a questo – vogliamo credere – difficile circostanza e momentaneo appannamento – può essere una sola, considerato che una lunga esperienza negli Enti locali oltre a notissimi eventi di carattere organizzativo recentissimi ci confermano nell’opinione che disponiamo ancora - purchè lo si voglia - di uomini e di intelligenza politica per ristabilire quanto prima rapporti di forza utili a tutti, al di là delle ’quote’ ufficiali o ufficiose.


Concordo in toto con De Simone quando invece scrive: La Destra del futuro va ricostruita con pazienza, tenacia, attività sul territorio,vicinanza e comunità con la società civile. C’è tanto lavoro. Ma lavorare stanca

e a certa destra, presuntuosa e salottiera, lavorare per la gente non piace.”


Forse – caro De Simone – l’ultima frase – che è molto bella ed incisiva – è di troppo.


Anche e soprattutto perché – oltre a Milano che resta a mio avviso il centro di ogni progetto politico – occorre considerare tutto il quadro elettorale del Centro Destra e questo, a mio avviso, è certamente positivo pur con le molte, doverose sottolineature necessarie che meritano altra sede.


Ma di questo vorrei parlare e discutere con voi e – con Voi e molti altri mi auguro – lavorare. A me piace ancora.



Dario Vermi

mercoledì 31 marzo 2010

Bossi, ringrazia certi ex AN.

Ebbene si. Quel caffè che il Presidente della Camera non voleva più nemmeno bere con Umberto Bossi, ieri mattina il Senatùr se l’è preso. Lungo, con tanta schiuma...diciamo un bel cappuccino và. E ci aggiunge anche il "cornetto".

Perché quelle continue polemiche, quelle continue fughe non si sa dove, quei continui deragliamenti dalla destra di Fiuggi, di Verona e di sempre; quei valori e ideali che non ha voluto portare nel PDL hanno portato proprio questo: Voti alla Lega. Intendiamoci, meritati.

Così si spiega il successo del popolo leghista in quelle regioni che, storicamente, erano e sono di destra. La destra della tolleranza zero verso criminalità ed immigrazione clandestina; contro la corruzione e il malaffare; di gente che lavora e si aspetta che la politica (i politici) faccia altrettanto. Gente leale e di parola, quelli di destra; non fessi però.

Ora, che la frittata è fatta, sarebbe anche ora che il PDL prendesse dei provvedimenti; se il Presidente della Camera non avrà il coraggio di trarre LUI l'inevitabile conclusione: Dimissioni. Oppure, se è proprio attaccato alla poltrona, la smetta di pensare di rappresentare la destra, perché così non è. Lui l'ha sfasciata.

Ora, la Destra del futuro va ricostruita, con pazienza, tenacia, attività sul territorio, vicinanza e comunità con la società civile. C’è tanto lavoro. Ma lavorare stanca e a certa destra presuntuosa – salottiera, lavorare per la gente non piace.

Cav. A. De Simone

giovedì 25 marzo 2010

Ehi, Voi di Charta Minuta (Fare Futuro):…Ci fate o ci siete?


No perché se è la seconda, c’è veramente da preoccuparsi.

Confesso di esser arrivato solo ai primi due saggi (n.1 Gen-Feb 2010) dal titolo:

· Il pensiero che traccia il futuro, di A. Urso

· E’ ora di navigare in mare aperto, di F. Rossi

Confesso anche di essermi posto in poltrona scevro da ogni pregiudizio, pronto a criticarmi, più che criticare ma qui…si tratta di ragionare!

Allora: Crediamo davvero che per l’iniziativa “propagandistica” di un sindaco della cosiddetta Padania (ricordo all’economista Urso che esiste, in force, un tasso universalmente noto come Lombard e che a Londra esiste pure una Lombard street –ndr-) denominata “White Christmast” andasse contro gli immigrati? O non piuttosto contro i delinquenti, travestiti da immigrati?

L’On. Urso poi si concentra su:” Pensiero corto e stretto Vs Pensiero lungo e largo” e pare che in Farefuturo ce l’abbiano Lungo e Largo, ovviamente (ma Bossi, lo sa?). Ebbene, proprio l’esempio succitato di Lombar Street sta li a dimostrare, nella storia, che nessun Italiano e/o padano non sappia cosa accade oltre il proprio giardino; non sia interessato ai problemi del mondo che certamente influiscono su ciascuno di noi. Anche Madonna sa che “Italians do it better” e quindi ce lo abbiamo tutti Lungo e Largo: Voi della cosiddetta nuova destra, noi di Destra assieme a quelle migliaia di imprenditori che vanno per il mondo e assumono collaboratori dal mondo. Caro Onorevole.

Nuova destra si, perché a sentire il Dott. Rossi (Filippo), pare che ormai si debba navigare a vista, senza più valori né ideali. “Ricordare senza ricordare, ecco il metodo!” L’enunciato, Shakespeariano nella forma, ricorda nel contenuto le convergenze parallele (A.Moro, Firenze 1959). E poi Dott. Rossi: Google è un ottimo motore di ricerca, non una forma culturale, così come il web o internet stanno al telefono o alla radio. Finalmente Lei anche arriva ad ipotizzare che:”… il nuovo politico deve sparigliare la partita, senza essere catalogato, rimanendo inafferrabile” Occhio che a dir ste cose ci sarà, come c’è, qualche politico della nuova destra che La segue ma per la democrazia è un insulto. Sono gli elettori a dar mandato (e a toglierlo) a chi si occuperà della cosa pubblica. Governare è fare e render conto di ciò che s’è fatto.

Altro ci sarebbe da dire ma spero in un confronto, un dialogo senza schematismi, senza pregiudizi e senza recinti di idee, come piacerà all’On Urso. Concludo però con una nota di colore: In Farefuturo circola voce che la nuova destra “o è chic o non è”….Mr Rossi, Lord Brummel sosteneva che la vera eleganza, consiste nel passare inosservati….Prossima fashion week a Settembre, ora è Pasqua. Auguri.

Carlo Brignolo Gorla

martedì 23 marzo 2010

La storia si ripete



Nel 1965 il generale De Gaulle, eroe di guerra, venne rieletto dal popolo francese.


Tre anni dopo, una “spontanea” rivolta studentesca - il Maggio ‘68 - sarà lo strumento usato dalla larga coalizione interna e internazionale per far cadere De Gaulle.


Il Maggio del 68, fu, in qualche modo, la prima rivoluzione colorata.


Il popolo Viola di oggi, ovviamente auto organizzatosi grazie alla rete senza NESSUNA ( ?) ingerenza da parte di partiti o coalizioni non al governo, è una pallida imitazione degli eventi del 68.


L’agitazione comincia nelle università ai primi di maggio, guidata dal franco-tedesco Cohn Bendit, e prende subito una piega insurrezionale: barricate, auto incendiate, scontro con la polizia. Il 13 maggio, i sindacati, per non essere da meno degli studenti, scendono in piazza e dichiarano lo sciopero generale. Le rivendicazioni sindacali vengono accolte dal governo, ma vengono respinte: palesemente, i sindacati non vogliono aumenti salariali, ma la rivoluzione.


Dopo alcuni giorni di assenza da Parigi, De Gaulle torna, scioglie l’Assemblea, e lancia un appello al popolo, alla maggioranza silenziosa dei francesi, nella quale continua a credere.
Dopo pochi giorni si mobilitano “comitati di difesa delle repubblica”: partono milioni di telefonate per svegliare la gente pro-De Gaulle di casa in casa. Nonostante lo sciopero generale anche dei trasporti, il 30 maggio 1968 oltre un milione di francesi si radunano nei Champs-Elisée: una folla immensa che acclama il generale, e mostra alla piazza, alla provincia e all’estero che il capo dello Stato ha dietro a sè il Paese, che affronta tutti i poteri, legali o meno, coalizzati per piegare la repubblica.



Sabato 20 marzo 2010 la storia si è ripetuta. In piazza a Roma erano presenti quei cittadini silenziosi, quelli che non scioperano, quelli che anche con la crisi tirano avanti, sudano, sbuffano ma sono ottimisti. Quelli che se eleggono un candidato vogliono che tale candidato governi in loro rappresentanza, in modo democratico e legale.


Sabato 20 marzo 2010 in piazza a Roma non c’era qualche tipo di popolo “Viola” gentilmente “supportato” da partiti “troppo coraggiosi” per dichiarare apertamente la loro, democratica, volonta’ di protestare contro il governo eletto.


Sabato 20 marzo 2010 cittadini e deputati, senatori e normali consiglieri di circoscrizione votanti e votati era in piazza, a gridare fieri e sicuri la loro volontà a non cedere a pochi ( secondo la questura meno di 50.000 unità) cittadini Violacei.



Sarebbe ora che l’opposizione, democraticamente eletta e non capace di raggiungere la maggioranza bastante per governare, si occupasse di trovare un suo piano elettorale, invece che gridare allegramente in piazza contro l’attuale governo.



EV

venerdì 19 marzo 2010

Silvio, sulle giovani candidature hai ragione ma….


La7 TV. Ottoemezzo del 18 Marzo 2010. Lilli Gruber (che brutta non è) con una politologa rampante (piacente) con una anziana socialista (ai suoi tempi piaciuta, suppongo) con la giovane “Listina” (velina passata alla politica – ndr -) candidata in Calabria, certamente bella. Ciò sta a dimostrare che anche la bella presenza ha contato, conta e conterà nei curricula.


Ma la questione è: La selezione in politica. Bene ma come si fa la selezione? Chi la fa? E’ democratico prevedere una selezione laddove il diritto all’elettorato, attivo e/o passivo, è previsto dalla Costituzione?



Lasciamo le domande a chi, leggendo, magari vorrà rispondere. Io rifletto:


  • Ronald Regan da Hollywood alla White House, da qualche parte avrà cominciato per poi esser l’uomo più potente del mondo.

  • Lilli Gruber dal TG1 a Strasburgo. Ci fosse un’altrettanto intelligente e preparata fanciulla, magari già partecipante alla prima puntata del Grande Fratello, che volesse imitarne la carriera dovremmo scrivere: “Maria Rossi del GF1”. Simpatica l’assonanza eh?

  • Gianni Rivera da Milanello….Si ok, per noi Boys interisti era la “escort rossonera” ma li c’entrava il tifo. Per gli elettori DC e poi DS fu sottosegretario in un governo della Repubblica.

Allora facciamo a capirci, perché se vogliamo un cambio generazionale dobbiamo fare i conti con la generazione italia (absit injuria verbo) che arriva anche dal Grande Fratello, dalla mondo della TV, dal mondo dello Sport perché ciascun cittadino Italiano, Supermario Balotelli incluso, gode dei diritti di cui sopra. E non è detto che costoro facciano peggio di chi, ormai da anni, è inchiodato alle poltrone e mò rivendica il diritto/dovere di selezionare. In base a quale criterio poi?


Faccio autocritica: Si, Silvio, anche un’igenista orale ha pari dignità di partecipare alla gestione della res pubblica; preferibilmente però partendo dal basso e non dal “Listino”.


Quindi si, Silvio sui giovani ha ragione ma….Ad esempio il CDA di Expò 2015: Presidente Diana Bracco, classe 1941 (la Signora scuserà l’indelicatezza); Lucio Stanca, classe 1941; Angelo Provasoli, classe 1942; Carlo Secchi, classe 1944; Paolo Alli, classe 1950. Quanti anni avranno nel 2015? Certo il loro contributo sarà prezioso ma…Che bel messaggio al mondo sarebbe un CDA di trenta/quarantenni per un evento come l’Expò !!!


Che ne pensi, Silvio?



Carlo Brignolo Gorla