
giovedì 25 febbraio 2010
martedì 23 febbraio 2010
LA CRONACA
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Regione Lombardia: sosteniamo Romano La Russa!


Roberto Jonghi Lavarini
Romano La Russa
Romano La Russa
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Romano La Russa
lunedì 22 febbraio 2010
Cena Sociale di Destrafuturo: Sabato 6 Marzo a Cusago (Milano)

DESTRAFUTURO nasce per riaffermare e portare nel PdL tutti i valori fondanti della Destra Italiana
L’occasione è pure per discutere e concordare le nostre future attività politiche anche in prospettiva delle prossime consultazioni regionali
Il Comitato promotore di DESTRAFUTURO sarà felice della Tua partecipazione, assieme ad altri amici che Vorrai invitare, alla Cena di Primavera che si terrà alle ore 19.30, presso:
HOTEL LE MORAN
V.le Europa 90, Cusago
Tel 02 90119894
Saranno presenti alcuni rappresentanti del mondo politico ed istituzionale. La quota di partecipazione è di Euro 35 a persona.
Per evidenti ragioni organizzative, si prega di confermare entro e non oltre il 25 Febbraio p.v. via email a destrafuturo@gmail.com o telefonando ai numeri 335 6488480 / 337 571250
Futuro e Tradizione

Confraternita di San Jacopo di Compostella della Lombardia
Mercoledì 23 febbraio 2010 alle ore 20.45
Antica Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio Grande di Milano
Presenzia Donna Elena Manzoni dei Conti di Chiosca e Poggiolo
http://www.confraternitadisanjacopo.it/
mercoledì 17 febbraio 2010
BERLUSCONI: "Regionali voto politico"

Presentando le quatro candidate donna, il premier: “In tutte queste Regioni siamo convinti ci siano forti chance, anche nelle cosiddette regioni ‘rosse’ c’è una stanchezza antica che sta esplodendo”. E chiede una scelta di campo “tra l’Italia positiva e l’Italia distruttiva e denigratoria della sinistra”
Roma - “Vinceremo anche nelle Regioni rosse”. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è convinto che anche nelle Regioni rosse il centrodestra possa vincere alle prossime regionali. Presentando le quatro candidate donna, Renata Polverini (Lazio), Anna Maria Bernini (Emilia Romagna), Fiammetta Modena (Umbria) e Monica Faenzi (Toscana), il premier dice: “In tutte queste quattro regioni siamo convinti ci siano forti chance, anche nelle cosiddette regioni ‘rosse’ c’è una stanchezza antica che sta esplodendo”. Quindi l’avvertimento: “Si vota in 13 importanti regioni, sono elezioni nazionali che chiamano gli italiani ad una presa di posizione importante, e cioè tra la politica del fare e la sinistra delle parole”.
I programmi delle candidate Berlusconi ha, poi, spiegato di aver ascoltato i programmi delle candidate. E ha rilanciato: “Come Pdl ci permettiamo di chiedervi un impegno anche su quattro temi da inserire nei programmi elettorali: il piano casa, più verde, meno burocrazia e meno tasse con più servizi”. Il premier ha, infatti, spiegato che “la sinistra intende ritornare all’Ici. Noi l’abbiamo abolita e non vogliamo che torni in auge”. Proprio per questo, le elezioni regionali rappresentano “una scelta di campo tra la politica del fare e la sinistra delle parole”.
Una scelta di campo Una scelta di campo, ha aggiunto Berlusconi, “tra l’Italia positiva e l’Italia distruttiva e denigratoria della sinistra”. Il premier ha, quindi, sottolineato di essersi convinto che “siamo antropologicamente diversi da loro”. “Con la sinistra abbiamo un modo diverso di vedere il rapporto tra Stato e cittadini - ha continuato il presidente del Consiglio - noi garantiamo cose che la sinistra dice di fare ma poi non realizza”. Il premier ha, quindi, spiegato che “la sinistra vuole raddoppiare la tassazione sui bot” e che “accenna all’imposta patrimoniale come unico mezzo per ridurre l’indebitamento del Paese”. “Sono arrivato al convincimento - ha concluso Berlusconi - che noi siamo antropologicamente diversi dalla sinistra”.
Contro la polizia tributaria “Per combattere l’evasione fiscale gli uomini della sinistra intendono introdurre negli scambi tra persone la regola della certificazione dell’individualità del passaggio di denaro - ha spiegato il Cavaliere - quindi la regola per cui si possano fare scambi o acquisti in contanti fino a 500 euro per portarla in 6 mesi a 300 euro e a fine anno fino a 100 euro”. Poi Berlusconi ha avvertito: “Così costruiremmo uno Stato di polizia tributaria”.
Relativismo e verità in un quartiere multietnico di Milano

Care amiche, cari amici,
due fatti di cronaca. Il primo ci ricorda che in Olanda il governo chiede ai neo-immigrati di seguire un corso di lingua e di “dare un’occhiata a un film dove, fra l’altro, si assiste a un bacio fra omosessuali e si vede la panoramica di una spiaggia per nudisti”: lo ricordava Luigi Offeddu sul Corriere della Sera del 15 febbraio. Il secondo è una dichiarazione del ministro Maurizio Sacconi sui fatti di Milano, dove un immigrato egiziano di 20 anni è stato assassinato da immigrati sudamericani ubriachi in un quartiere della periferia dove le diverse comunità vivono in pericoloso contatto: il ministro ha detto: “L’identità è la premessa per il vero incontro. E’ nell’indifferenza che si genera il conflitto. E’ la parete bianca senza il crocifisso, che fa il conflitto”. Due modi diversi, anzi opposti, di rispondere al problema immenso dell’immigrazione. Due modi che riflettono due diverse concezioni dell’uomo e della civiltà, la prima fondata sulla integrazione all’interno del relativismo, l’altra sull’integrazione all’interno di una cultura e di una civiltà radicate nella storia dell’Occidente: Atene, Gerusalemme, Roma. I due fatti richiamano l’attenzione su due recenti documenti, la Nota dottrinale dell’arcivescovo di Bologna card. Carlo Caffarra su Matrimonio e unioni omosessuali e il discorso alla Pontificia Accademia per la Vita del Papa del 13 febbraio. Perché questo legame? Perché l’integrazione nel relativismo è fallita e fallisce. Provate a girare in un quartiere multietnico, con le comunità divise e contrapposte che non hanno nulla in comune e vogliono dividersi il controllo o l’egemonia su quel poco (o tanto) che c’è e che spesso è frutto di traffici illegali. Ogni comunità fa riferimento a un proprio codice di valori che esclude le altre, oppure fa riferimento soltanto alla propria forza per imporsi e imporre. Il sistema del relativismo prevede quartieri, oggi, e domani città tipo “arcobaleno”; già questo lo si può osservare girando in tram per Milano semplicemente guardando il mutare delle lingue delle scritte dei negozi, passando da un quartiere all’altro. Lo schema dell’integrazione nel relativismo prevede che non ci siano principi condivisi, pochi ma comuni alle diverse culture delle comunità che convivono l’una a fianco dell’altra. L’unico dogma è che non ci devono essere verità assolute. E allora la vita non è sacra, la famiglia non è una, l’onestà vale solo (forse) all’interno della comunità di appartenenza, come avviene per la malavita. Oppure, al contrario, abbiamo qualcosa da offrire a chi viene nella nostra civiltà. Abbiamo il crocifisso, come ha detto il ministro, cioè abbiamo la certezza che “Dio ama ciascun essere umano in modo unico e profondo”, fino a sacrificare Se stesso, come ha ricordato il Papa il 13 febbraio. E dunque esistono valori condivisi, una legge morale naturale che precede tutte le culture. Certo, occorre essere realisti. Non basta educare all’esistenza di queste verità elementari e fondamentali. Bisogna far rispettare con la forza una legalità senza la quale non si insegna nulla, perché non ci sono le condizioni materiali per farlo. Purtroppo spesso tanti intellettuali, anche sacerdoti, usano dire che non ci vogliono poliziotti ma educatori, contrapponendo secondo un vecchio vizio dialettico due necessità, la sicurezza e l’educazione. Ci vogliono l’una e l’altra. Soprattutto bisogna avere il coraggio di scegliere e di sfidare l’impopolarità, affermando che la verità sull’uomo esiste, si trova nella sua natura ed è l’unico possibile fondamento di relazioni umane rispettose della dignità di ogni essere umano. Questa verità oggi suscita ilarità o reazioni rabbiose quando viene pronunciata, probabilmente perché, se accolta, costringerebbe tanti a cambiare vita, a rinnegare molto del proprio passato, come molti di noi contemporanei hanno già fatto o stanno pensando di fare. Ma è l’unica strada lungo la quale si può pervenire a una vera convivenza civile: per questo il card. Caffarra, presentando la sua Nota dottrinale contro l’equiparazione del matrimonio alle unioni omosessuali, ha voluto rivolgersi anche ai non credenti, a chi vuole fare uso, “senza nessun pregiudizio, della propria ragione”.
Marco Invernizzi
martedì 16 febbraio 2010
lunedì 15 febbraio 2010
Sicurezza a Milano: dalle parole ai fatti!

Roberto Jonghi Lavarini
MILANO ITALIANA

sabato 13 febbraio 2010
Jonghi (PDL): "Pennisi cacciato, Bassi candidato"
Roberto Jonghi Lavarini
venerdì 12 febbraio 2010
Quando è anche inutile chiedersi perché.

Milano, 11 Febbraio 2003. La notizia colpisce. Un po’ perché Camilo Milko Pennisi lo si conosce, fin dai tempi dell’università; un po’ perché non ci si può credere che, a 18 anni da mani pulite, tutto torna; come un capo “vintage” di Mila Shon o Capucci.
Consigliere comunale da tempo, Presidente della Commissione urbanistica, amministratore delegato delle Stelline, altri incarichi…..quello che si diceva “uno a posto” in tutti i sensi.
C'era soddisfazione perché, conoscendolo, almeno una volta in tanti anni lo si è pure votato (magari proprio dopo tangentopoli, per cambiare aria). C'era un pizzico d’invidia, sana, perché tutto sommato aveva i suoi "posti" e il suo peso. C'è sgomento perché…..non ha imparato proprio nulla dai banchi della biblioteca della Statale, dove studiavamo giurisprudenza.
Il problema è che, al di là dei casini personali, il comportamento tira dietro di se tutto il PdL e, latu sensu, la politica lombarda e italiana, forse rischiando di compromettere l'esito dell'elezioni regionali.
Ora: Al di là della “fragranza” di reato che lo inchioda (l’aggettivo fragranza è voluto – ndr -) mi domando fino a quando dovremo andar a dormire, dopo una giornata di onesto lavoro, con queste notizie? Fino a quando parlare di politica significherà parlare di questo? Fino a quando il sistema non potrà rinnovarsi? Se pensate all’Italia come ad un’azienda, il cui management è ancora quello antecedente all’era del FAX ! ! ! Vengono i brividi. Però mi vengono pure i brividi se penso a M.T. Cicerone, che cominciava: “ Quousque tandem abutere, Catilina…”. Roma, Senato, 8 Novembre
Roberto Jonghi Lavarini: "La mela marcia Pennisi subito fuori dal PDL"

Roberto Jonghi Lavarini
martedì 9 febbraio 2010
Istria, Fiume, Dalmazia: ITALIA!

domenica 7 febbraio 2010
venerdì 5 febbraio 2010

Carlo Brignolo Gorla
giovedì 4 febbraio 2010
mercoledì 3 febbraio 2010
IL BORGHESE del Nord

www.ilborghesedelnord.net
Comprate, sostenete, abbonatevi (11 numeri a soli 50,00 €), collaborate (scrivendo articoli, comprando spazi pubblicitari, organizzando incontri e presentazioni) con la nuova edizione della storica rivista mensile della destra italiana. Vogliamo rappresentare, sopratutto, la sana borghesia produttiva (imprenditori, professionisti, artigiani, commercianti, dirigenti, proprietari immobiliari), essere di forte stimolo e di reale controllo sull'azione del governo nazionale e delle amministrazioni regionali e locali, rafforzare l'alleanza politica fra il PDL e la LEGA NORD per costruire una nuova Italia, migliore, più giusta e moderna, federale e presidenziale.
timelli@promotecsystem.it


Nella foto, l’incredibile squadra della rivista IL BORGHESE, da sinistra: Roberto Jonghi Lavarini (Presidente di Destra per Milano ed esponente del Popolo della Libertà), On. Mario Borghezio (Eurodeputato della Lega Nord e Presidente della Fondazione Europa dei Popoli), Francesco Cappuccio (Portavoce di Casa Pound Lombardia), Franco Polver (imprenditore e tipografo), Franco Seminara (Dirigente del Sindacato Nazionale UGL), Luciano Lucarini (editore), Luisa Moretti (responsabile della redazione), On. Carlo Fatuzzo (Segretario del Partito Pensionati) con il Direttore Roberto Timelli.
lunedì 1 febbraio 2010
FORMIGONI, JONGHI e LA RUSSA
Roberto Jonghi Lavarini, esponente di Destrafuturo, ieri ha presenziato al tradizionale Cimento Invernale sul Naviglio di Milano, insieme all'On. Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, ed all'amico On. Romano La Russa, Assessore Regionale alla Piccola e Media Impresa e Segretario Provinciale del Popolo della Libertà. Alla gara meneghina ha partecipato l'amico "ardito" Tenente Edoardo Polledri che si è qualificato terzo su cinquanta nel nuoto 150 metri.